CASON

Sono venuto in possesso di un foto del famosissimo Cason, e qui niente di nuovo, quello invece che trovo scritto, permeato da un malinconico lirismo, nella sottostante foto, a me sempra che valga  la pena essere trascritto. Datato Aprile 1963- Manca la firma dell’autore

La sua costruzine risale al sec. XVI. Infatti è riprodotto su una carta del percorso dell’Adige datata 1661. – Fu prima filanda, poi casa rurrale.- Raccolse fra le sue mura famiglie di ortolani che coltivarono per tanti, tanti anni le terre intorno. Gli ortaggi di Campagnola erano rinomati e perfino cantati. Le terre coltivate si sono ridotte a un piccolo appezzamento. Il resto è stato tutto preso. da palazzi e strade.- Però il "Cason" resiste ancora,  si erge pittoresco e maestoso in mezzo al verde a sfidare i palazzotti che lo circondano.- La sua rustica mole isoirò poeti e pittori. Ma quanto resisterà ancora? – Oh, i bei ricordi! – Quanti giochi nel grade cortile!-Quante corribande fra le "scaessagne" degli orti! – E i convegni, al "portel", al "lavel" e sotto i "porteghi"! – Troppo lungo narrare, tutto vive nel ricordo. E la festa del patrono S. Vincenzo? Una giornata che si festeggiava solamente all’inizio della primavera e che riuniva parenti e amici intorno alla cappella che si allestiva con addbbi e fiori. Mentre le rondini svolazzavan fra i nidi costruiti sotto il "portego" dadicato al Santo. Suona ancora all’orecchio il caratteristico richiamo della campanella che squillava in quel giorno.- Molti passarono.- Passò la guerra e altri anni ancora…e noi, che oggi siamo, così cantiamo:" E mi son nato in Camagnola e in Campagnola voi morir".