Le Pasque Veronesi

LE PASQUE VERONESI

Dal 17 al 21 aprile del 1797, i nostri avi si ribellarono contro gli invasori francesi, guidati dal generale Bonaparte,  per le ruberie, i soprusi e le offese alle donne di ogni ceto. Ci proponiamo di ricordare, le così dette “Pasque Veronesi” (seconda domenica di Pasqua), attraverso il singolare e piacevole racconto di Valentino Alberti, tratto  dal famoso volume il Diario dell’oste a cura di Maurizio Zangarini (1997-cierre edizioni). L’Alberti, per chi non ne fosse a conoscenza, a quei tempi, era proprietario della trattoria “Tre Corone”, in Corte Molone. Aveva annotato, sul suo diario, avvenimenti personali e di tutto quello di cui veniva a conoscenza, accaduti tra il 1796 e il 1834. Spesso gli storici, sono ricorsi… all’oste, per apprendere fatti di quel periodo  Personalmente, il “diario”  è uno tra i volumi che mi sono più cari.

“Verona 17 aprile 1797- In questo giorno è nato una grande rivoluzione in questa città contra li Francesi, alle ore cinque dopo il mezo giorno. Il motivo è stato che i Francesi volea comandar in città e nei castelli, benché non erano padroni, e la Repubblica di Venezia avea dato l’ordine che dovessero levarse e andar via. Ma loro non volevano andar e volevano star qua per prepotenza, perché dovesse nascer questa rivoluzion, come per tal causa era nata in Bergamo e in Crema, e poi dopo  anche in Brescia. Queste rivoluzioni sono nate per causa delli giacobini che sono andati d’accordo coi Francesi per impadronirsi del Stato Veneto. Onde in questa rivoluzion che è nato in Verona saran restati morti circa N. 500 Francesi, perché nel principio i Veronesi non li facean presoneri niente affatto, ma li ammazzava de pianta. Ma dopo un’ora è venuto un ordine del podestà (che era S. E. Contarini) di non più ammazzarli ma farli presonieri, e che sia condotti in Palazzo Grande e in convento di S. Fermo. Allora han cominciato a sbarar dai castelli canoni e bombe, e han continuado otto giorni continui; e il giorno de S. Marco 25 aprile 1797 Verona si è resa in mano della Repubblica Francese col patto di salvazion di vita,robba e religione, perché li Francesi volevan dar il saccheggio nelle case più grande, ma hanno fatto la capitolazione ed hanno ritenuto in ostaggio le persone più grandi, della città. E il podestà di notte è scappato a Venezia trasvestito, perché se stava a Verona i Francesi lo fucilavano.I Francesi, dopo un mese che sono stati padroni, hanno fucilato 3 cavallieri che erano in ostaggio nei castelli quando han fatto la capitolazione. Uno era il conte Emili, l’altro il conte Verità di s: Eufemia e l’altro il Malenza da S. Anastasia, sulle Mura, alla Porta Nova; fucilati e morti tutti e tre. Ciò fu il giorno 16 maggio 1797. 

Bruno