Il Palio

“Poi si rivolse e parve di coloro/ che corrono a Verona il drappo verde…”

Oggi 2 marzo, ricorrono i trecento anni, da quando il sergente Giacometto,  un soldatino stanco, per la durata del Palio che si correva proprio quel giorno, scrisse, forse con un chiodo, sotto il davanzale di una finestra di palazzo Carlotti, nell’attuale Corso Cavour quella scritta, oggi ancora visibile, la seguente scritta:”

A DI 2 M 1710/ IL  GIORNO DEL PALIO SONO STATO IL SERGENTE GIACOMETTO DI PATULIA IN QUESTO POSTO”.- Vi chiederte cosa centra Borgo Trento con il Palio.

Palio non era altro che un pezza di stoffa che andava al primo classificato nelle varie categorie, inizò nel 1207 e terminò nel 1795

con l’occupazione napoleonica.

La lunghezza del percorso variava secondo le categorie: gli uomini da Castelvecchio, i cavalieri da fuori Porta Palio, quello degli asini

dalla Chiesa di Santa Lucia (oggi Tribunale Militare)  e le donne dalla chiesa dei SS. Apostoli. Il traguardo era a Santa Anastasia.

Su “Storia di Verona- le pietre raccontano” del prof. Emilio Pigozzo, è riportato un documento del Moscardo, preso da “Il nostro tempo n. 11- maggio 2001″. Scrive: ” Per antico costume il carnevale solevano correre al Palio anco giovine honeste perm lo più quelle di Campagnola la qual cosa a puoco a puoco si venne dismettendo, che alcuna ne anco dishonesta volontariamente voleva più correre che perciò ultimamente erano da Ministri prese quelle tre quattro di quelle povere sgratiate, che ritrovavano sopra le strade e le facevano correre per forza, alle quale nel correr, con sassi e legni erano malamente dalla plebe oltraggiate…” Al posto loro, ma soltanto dal 1637, fecero correre le cavalle.

In sostanza le ragazze oneste esrano solamente quelle di Campagnola, o… no?                             Bruno